Home > PROGRAMMA DI PORTO ALEGRE 2005
Dazibao Forum Sociale America Latina Viviana Vivarelli

di Viviana Vivarelli
Questo e’ il manifesto di Porto Alegre del 2005, firmato da Saramago, Galeano, Ramonet e altri.
Tre i punti (nuove regole per l’economia; pace e giustizia; democrazia dal locale al globale) e dodici le proposte.
In sintesi:
– annullare il debito pubblico del Sud del mondo
– tassare le speculazioni finanziarie, gli investimenti all’estero, i profitti transnazionali, la vendita di armi e le attività con forte emissione di gas a effetto
serra
– smantellare tutti i paradisi fiscali, privilegio del crimine organizzato,della corruzione, dell’evasione fiscale, delle operazioni delittuose delle grandi imprese e dei governi
– sancire il diritto di tutti a un impiego, alla protezione sociale e alla pensione, nel rispetto dell’eguaglianza uomo-donna
– promuovere il commercio equo rifiutando le regole liberoscambiste del Wto, elevare le regole di tutela sociale, far prevalere il diritto alla cultura
delle politiche pubbliche sul diritto al commercio
– garantire il diritto alla sovranita’ alla sicurezza alimentare di ciascun Paese
– tassare le importazioni al fine di impedire pratiche di dumping
– ogni paese deve poter decidere l’interdizione della produzione e dell’importazione di Ogm destinati all’alimentazione
– proibire ogni brevetto delle conoscenze e di organismi viventi
– proibire ogni privatizzazione di beni comuni dell’umanità, in particolare l’acqua
– lottare con politiche pubbliche contro ogni forma di discriminazione,sessismo, xenofobia e razzismo
– riconoscere i diritti politici culturali ed economici alle popolazioni indigene
– mettere fine al saccheggio dell’ambiente e alla minaccia climatica dovuta all’effetto serra
– fondare lo sviluppo sulla sobrietà energetica
– smantellare le basi militari dei Paesi che ne dispongono fuori dei loro confini
– ritirare tutte le truppe straniere, salvo mandato dell’ONU
– garantire il diritto all’informazione e il diritto di informare
– mettere fine alla concentrazione dei media in gruppi di grandi dimensioni
– garantire l’autonomia dei giornalisti in rapporto agli azionisti
– favorire la stampa che non ha scopi di lucro
– riformare e democratizzare le organizzazioni internazionali facendovi valere il primato dei diritti umani economici sociali e culturali secondo la
dichiarazione universale dei diritti dell’uomo
– incorporare Banca mondiale, Fmi e Omc nel sistema decisionale delle Nazioni Unite
– trasferire la sede dell’Onu da New York in un altro paese se persistono le violazioni internazionali da parte degli Stati Uniti
Questo e’ parlar chiaro.
Non troveremo nemmeno un lontano accenno a qualcosa di simile nei programmi partitici del centro sinistra per l’Italia.
E se qualcuno si prova a dire che ci sono situazioni di realismo politico che impediscono di far di piu’ di quel che stanno gia’ facendo, obietto che questi partiti cosidetti di centrosinistra non hanno nemmeno saputo trovare soluzioni rapide e decise alla Zapatero sulle truppe in Irak, sulla liberta’ e apoliticita’ della tv, sulle coppia di fatto, sui migranti, sulla fecondazione assistita e sulla ricerca della staminali embrionali...
Non e’ che le cose non si possono fare, e’ che taluni le cose non le vogliono proprio fare.
E cosi’ c’e’ chi come noi teme che non le avra’ ne’ con Berlusconi ne’ con Prodi.