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NO ALLE VIOLENZE:L’APPELLO DELLE DONNE!
Noi siamo donne, madri, figlie, sorelle. Noi siamo nipoti, zie, cugine,amiche, amanti o vicine. Noi siamo la meta’ della popolazione. La meta’ del cielo. La meta’ del mondo. Guardate bene: sulle foto delle banlieues in fiamme.non c’e’ una donna!
Nel momento in cui un ministro irresponsabile e belligerante insulta i nostri parenti e le nostre famiglie, francesi, immigrati, stranieri.
Nel momento in cui pretende di "ripulire i quarteri con il Karcher (n.d.t. getto d’acqua ad alta pressione)" e "eliminare la marmaglia".
Nel momento in cui noi piangiamo la morte di due ragazzi, rifugiatisi in condizioni oscure all’interno di un trasformatore EDF.
Nel momento in cui piangiamo e deploriamo la morte di un uomo colpito a morte a Epinay poiche’ fotografava un lampadario.
Nel momento in cui bruciano le macchine, le scuole, i commissariati.
LANCIAMO UN APPELLO SOLENNE PERCHE’ CESSINO QUESTE VIOLENZE CHE
POSSONO FINIRE IN MANIERA ANCORA PIU’ DRAMMATICA.
Perche’, i nostri figli hanno bisogno di automobili per andare a lavorare o
a cercare un lavoro. Hanno bisogno di scuole per acquisire i saperi
indispensabili. Hanno bisogno di centri sociali gratuiti di prevenzione e di
cura, bisogno di avere accesso a tutta l’assistenza sanitaria. Hanno bisogno
di autobus per spostarsi. Hanno bisogno di pompieri per salvare delle vite o
spegnere gli incendi. Hanno bisogno di postini per far pervenire la posta.
Hanno bisogno di servizi pubblici utili alla collettivita’.
NOI CI APPELLIAMO dapprima ai nostri figli, a quelli che amiamo: esigiamo
che ritornino a casa e che si calmino! Lo esigiamo perche’ li abbiamo messi
al mondo. Li abbiamo fatti crescere e nutriti. Perche’ senza di noi non
esisterebbero. Non hanno diritto di distruggere la vita che abbiamo loro
dato. Ci fanno provare vergogna accettando di somigliare all’insulto che e’
stato loro fatto. No, non sono marmaglia. Non sono degli scarti che si
gettano. Sono degli esseri umani che hanno il diritto al rispetto, alla
uguaglianza, alla dignita’. Come tutti i cittadini, hanno dei diritti, ma
anche dei doveri.
Ci APPELLIAMO ALLE FORZE DI POLIZIA PERCHE’ RISPETTINO
SCRUPOLOSAMENTE LE REGOLE REPUBBLICANE
CI APPELLIAMO UGUALMENTE ai ’donatori di lezioni’ che ci disprezzano e ci
ignorano, a quelli che hanno instaurato la politica deplorevole dei ’grandi
fratelli’ di cui si vedono i risultati disastrosi, che trattano solo con le
chiese e gli imam, che sopprimono sovvenzioni pubbliche e politiche di
assistenza, che attizzano l’odio e lo smarrimento, senza mai darci i mezzi
per vivere dignitosamente. Dietro questa politica, c’e’ anche un disprezzo
delle donne, di quelle che lottano nei quartieri, che si battono, che
costruiscono, con dei mezzi e degli aiuti notoriamente insufficienti, delle
strategie per lottare contro le violenze: le donne che prestano soccorso, le
donne che sono solidali, le donne in piedi!
DOMANDIAMO un vero piano di urgenza delle banlieues che permetta una vera
politica sociale per tutti, una politica di prevenzione e di sostegno
dell’infanzia
alle famiglie, una politica scolare all’altezza della posta in gioco, una
vera politica di integrazione sociale e la fine dei ghetti.
SAREMO NEI QUARTIERI CHE BRUCIANO, MANIFESTEREMO CON I NOSTRI
PARENTI (VICINI), IN SILENZIO E PACIFICAMENTE
LANCIAMO QUESTO APPELLO A TUTTE LE DONNE,
DOBBIAMO ESSERE MIGLIAIA, PER INTERPORCI, E METTERE FINE A QUESTE VIOLENZE
Venerdi 4 novembre 2005
Prime firmatarie :
- AFRICA 93
- UFAL Saint-Denis
- UFAL Ile de France
Messaggi
1. > L’APPELLO DELLE DONNE FRANCESI, 11 novembre 2005, 22:55
Viva la gioventù proletaria in lotta! Abbasso tutti i "pompieri": polizieschi, politici, sociali, e ... femminili! Bruci il capitalismo, assieme alla proprietà privata, alla famiglia e allo Stato borghesi!
Agire per capire
1. > L’APPELLO DELLE DONNE FRANCESI, 12 novembre 2005, 00:29
A buon intenditore poche parole, vero "signore" tutto azione?
L’interposizione non è forse azione?
Il firmarsi non è forse azione?
Il manifestarsi non è forse azione?
Il negare la possibilità a questo pezzetto di società laica femminile francese di appellarsi non è forse violenza, "signore"?